Iscritti e no. Tutti nello stesso partito

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Ott

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Iscritti e no. Tutti nello stesso partito

di Andrea Rossi

Fingere di nulla è impossibile: il calo degli iscritti al Pd, denunciato con qualche malizia giornalistica da Repubblica, è innegabile. Alla fine gli iscritti saranno più degli attuali 100 mila, almeno il triplo secondo stime ufficiali, ma sarà difficile scrollarsi di dosso il senso di una sconfitta politica (le smentite, come sapete, non hanno mai la stessa forza degli annunci).
Maggioranza e opposizione si rinfacciano la paternità dell’insuccesso, con qualche buona e reciproca ragione. I motivi della débâcle sono antichi e numerosi, e lo spazio troppo breve per elencarli tutti.
Una cosa è certa, e vale per chiunque: ci siamo lasciati alle spalle un secolo, il Novecento, e con esso un modello organizzativo di partito. Ora si tratta di pensare il “nuovo”, compito non facile, ma ahimè ineludibile. Ce la faremo? Proviamoci.
Che le cose fossero cambiate, del resto, se ne era già accorto il Pd, o meglio alcuni circoli cittadini del Pd (tra cui il nostro Città-mondo) quando giovedì 21 luglio avevano organizzato al Teatro Franco Parenti di Milano un incontro che già nel titolo metteva il dito nella piaga: il FUORI-PD Alla scoperta di un partito di elettori.
Per citare un esempio, ricordato durante la serata, la performance elettorale del Pd a Milano è stata addirittura superiore a quella nazionale: il 45% dei consensi, 257 mila elettori su 587 mila, quasi la metà. Pur senza indugiare nei trionfalismi (il voto ideologico è sparito o quasi, e il consenso è quanto mai volatile), un successo di enormi proporzioni. Bene: a queste cifre corrisponde un partito di iscritti ed eletti 50 volte più piccolo. Che fare?
Il FUORI-PD ha indicato la rotta: bisogna ascoltare e dare voce a un vastissimo mondo che non si riconosce nella militanza tradizionale. Che non ha in tasca la tessera del nostro partito. Un mondo che può regalare al partito entusiasmo, idee, competenze. E che può ricevere dal partito nuove forme di partecipazione comune.
Una di queste è il circolo online Pd Città-mondo, nato qualche mese fa. Un circolo aperto a tutti, anche a chi non è iscritto e non ha alcuna intenzione di farlo. Il che non esclude, scusate il paradosso, che non possa farlo. La questione, verrebbe da dire, non è antropologica (iscritti e no, parafrasando Vittorini), ma di comune sentire e comuni obiettivi.
Il circolo online Pd Città-mondo è la forma necessaria, secondo noi, per mettere in rete quei satelliti di intelligenza collettiva (cito dalla presentazione del sito) che costituiscono il nuovo partito. Un’idea di democrazia in presa diretta (dell’ascolto, mi verrebbe da dire). Un’idea faticosa (decidere e poi comunicare agli altri la decisione non è la stessa cosa), ma fondamentale per ridurre la distanza tra eletti e elettori, tra classe politica e cittadini, per mettere in relazione mondi e culture diverse, anche dello stesso territorio metropolitano. Questa intuizione ha anticipato di qualche mese la denuncia di Repubblica sul tesseramento di partito e ha offerto a tutti un punto di sintesi, un passo avanti perfettibile, ma coraggioso e innovativo. Il Pd Città-mondo è un circolo a tutti gli effetti e come tutti i circoli, milanesi e non, costituisce l’ossatura presente e futura del partito, in grado di raccogliere gli umori e le istanze che vengono dal basso, dalla società.
Ora, partendo dai problemi reali, si tratta, come sempre, di produrre politica. Con tutti quelli che ci stanno, che si riconoscono in qualche modo nel Partito democratico o che hanno votato per il Partito democratico perché delusi da altre esperienze, da altri movimenti.
Chi vuole iscriversi al nostro o ad altri circoli può, naturalmente, farlo, ed è benvenuto: che cosa succederà domani dipende in gran parte dalla capacità di aggregazione dei circoli (tutti, nessuno escluso), dalla loro capacità di ascolto. E di fare nuovi iscritti. Perché un partito è pur sempre un partito, con un perimetro ideale e politico, e diversi livelli di partecipazione. Che non devono essere in conflitto e in concorrenza fra loro.