EXPO 2015

Giu

11

EXPO 2015

Il vero grande problema di EXPO 2015 è stato la mancanza di visione.  Visione di un futuro lontano, nel senso di avere ben chiaro verso quale direzione andasse indirizzato l’enorme “turbo” inserito nel motore delle trasformazioni di Milano: una metropoli agricola? Un epicentro della creatività? Una smart city attenta alla qualità della vita e dei servizi ai cittadini? Tutte o alcune di queste cose insieme? Ma è mancata anche la visione di un futuro prossimo, nel senso di saper collegare le realizzazione di Expo 2015 a quello che sarebbe successo sul sito subito dopo la fine dell’evento.

Oggi non c’è più tempo; non ci sono più alibi. Una volta capito cosa si farà e cosa non si potra più farà sul sito Expo, bisogna avere un’idea chiara di quello che si farà dopo la fine dell’evento, altrimenti rischiamo di creare una grande area di proprietà pubblica, inaccessibile dai trasporti collettivi, popolata solo da rovine e invendibile perchè troppo costosa. Dobbiamo subito pensare ad un “secondo tempo” per Expo: ad un’Expo 2.0 che dal primo novembre del 2015 riapra i propri spazi alle eccellenze italiane dell’agroalimentare, insieme con la ricerca, le università e il sapere di tutto il mondo. Andrebbe subito aperto un dialogo con la BIE, (Bureau International des Expositions) affinché si inserisca nell’articolo 3 del regolamento BIE la possibilità di conservare tutte le strutture realizzate e di proseguire in forme diverse le attività coerenti con il tema di Expo.

Va rovesciata l’impostazione del grande evento: i sei mesi di Expo1.0 devono servire a costruire una Expo2.0. che diventi una presenza stabile e generativa di idee, ricerca, buone pratiche sul territorio di Milano e dell’Italia. In questo modo si ridurrebbe lo spreco di denaro pubblico, si darebbe un senso al completamento di molte infrastrutture e soprattutto si rilancerebbe la vocazione originaria di Expo 2015: quella di far diventare Milano e l’Italia un epicentro costante della ricerca e dell’esposizione sui grandi temi della nutrizione e della trasformazione dei prodotti agricoli in cibo.

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